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domenica, maggio 01, 2011
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L'obiettivo principale della scuola del Purva Mimamsa è quello di stabilire con forza l'autorità dei Veda. Il contributo più rilevante della scuola, di conseguenza, è quello di avere formulato delle regole d'interpretazione dei Veda. I suoi aderenti hanno creduto fermamente che la vera conoscenza fosse provata con evidenza, ed hanno cercato di scoprire la base del ritualismo vedico attraverso la ragione. La Mimansa forma la base del ritualismo nell'induismo contemporaneo, che appare spesso affatto politeista.
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I Veda sono considerati i testi religiosi più antichi del mondo, e vengono definiti in sascrito "Śruti" o "Shruti" (ciò che è stato ascoltato/rivelato). Si dice infatti che siano stati rivelati dallo Spirito Supremo (Brahman) o da Dio ai rishi, durante uno stato di meditazione profonda. I Veda sono stati tradizionalmente trasmessi oralmente da padre in figlio, da maestro (guru) a discepolo. Successivamente vennero trascritti da un saggio chiamato Vyāsa o Vyāsadeva, il compilatore. Sulla base di vari indizi e riferimenti interni ed esterni ai testi, i ricercatori hanno avanzato ipotesi molto diverse sulla datazione dei Veda, dal 5000 al 1500 a.C.
Secondo la visione induista tradizionale, i Veda sono senza inizio né fine, e le verità in essi contenute sono eterne, e non sono creazioni umane, a differenza degli insegnamenti di Buddhismo e Giainismo.
La tradizione vuole che i Veda siano stati suddivisi in quattro parti dal grande rishi di nome Vyasa, ovvero Rig Veda, Yajur Veda, Sama Veda e Atharva Veda.
Il Rig-Veda contiene dei mantra per invocare i deva per il rito del sacrificio del fuoco (Yajña); il Sama-Veda contiene dei canti per lo stesso sacrificio; lo Yajur-Veda contiene delle istruzioni per la celebrazione di riti; l'Atharva-Veda comprende dei carmi filosofici e semi-magici (contro i nemici, le malattie, e gli errori commessi durante i riti).
Ciascuno è diviso in quattro sezioni:
• Samhitâ: mantra e inni
• Brâhmana: testi liturgici e rituali
• Âranyaka: la sezione teologica
• Upaniṣad: la sezione speculativa
I Veda sono testi pieni di misticismo e di allegorie. Molte scuole filosofiche come l'Advaitismo incoraggiano ad interpretarli filosoficamente e metaforicamente, ma a non prenderli troppo alla lettera. Il suono dei mantra è considerato purificante, e per tale motivo c'è un'attenzione rigorosa per l'erudizione e la pronuncia corretta.
La religione vedica, in particolare durante il suo periodo arcaico, era differente dall'induismo attuale per numerosi aspetti, tra i quali, ad esempio, il riferirsi alle donne come autorità religiose (con l'esistenza di donne rishi), l'apparente mancanza della credenza nella reincarnazione, ed un pantheon differente (con Indra a capo degli Dei).
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I templi indiani (i Mandir) hanno ereditato dei riti e delle tradizioni antiche e molto elaborate, ed occupano uno spazio speciale all'interno della società indiana. Normalmente sono dedicati ad una divinità principale e a delle divinità subalterne, associate alla divinità principale. Alcuni templi sono tuttavia dedicati a divinità multiple. Quasi tutti i templi maggiori sono costruiti in accordo con gli agama shastra, e sono meta di pellegrinaggio.
Per molti induisti, i quattro Shankaracharya (i responsabili dei monasteri di Badrinath, Puri, Sringeri e Dwarka - quattro tra i monasteri più sacri- e per alcuni anche un quinto, quello di Kanchi) sono considerati come i principali "patriarchi" dell'induismo.
Il tempio è un luogo per ricevere il darshan (la visione della divinità), per la puja, per la meditazione e per altre attività religiose. La puja, o adorazione, è generalmente rivolta ad una murti (statua o icona nella quale si invoca la presenza divina), congiuntamente a canti e preghiere sotto forma di mantra. L'adorazione delle murti è fatta quotidianamente all'interno dei templi, e fa parte integrante della bhakti. La maggior parte delle case indù ha una stanza o uno spazio consacrato per l'adorazione quotidiana e la meditazione religiosa.
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Come ogni religione, l'induismo ha fondato la sua fede su un rituale funebre particolare e su una originale concezione della morte. L'induista crede nella reincarnazione e nella vita dopo la morte, dal momento che il corpo è considerato un mero involucro materiale temporaneo (samsara). Quando giunge il momento di lasciare la vita, l'anima o Ātman abbandona il corpo. Se ha accumulato karma attraverso troppe azioni negative, l'anima si incarna in un nuovo corpo su un pianeta come la terra o inferiore, come l'inferno (Naraka), per subire il peso delle sue malvagie azioni. Se il suo karma è positivo, vivrà come un essere divino, o deva, su uno dei mondi celesti (superiori alla terra, come il paradiso o Svarga) nei quali sperimenterà grandi piaceri spirituali, fino al momento in cui il suo karma positivo non sarà esaurito; allora l'anima ritornerà in un altro corpo sulla terra, facendo parte di una casta (o classe sociale) spiritualmente elevata. Questo ciclo è chiamato Saṃsāra. Quando il karma viene completamente assolto, l'anima abbandona definitivamente il mondo fisico (fatto di sofferenza, poiché soggetto a malattia, vecchiaia e morte) e può infine raggiungere la liberazione, Moksha, ovvero l'unione con Dio. Ma per realizzare questo obiettivo e spezzare il ciclo perpetuo di morte e rinascita, l'indù deve vivere in maniera che il suo karma non sia né negativo né positivo, ovvero agendo solo per dovere (Dharma), senza scopi egoistici, ed offrendo a Dio il frutto delle proprie azioni, così come prescrive la Bhagavad Gita; quest'ultima insegna vari metodi, detti Yoga, tramite cui giungere a questo risultato, lasciando all'individuo la scelta del metodo che gli si addice di più, secondo le diverse scuole di filosofia indiana. Oggi, il credente indù, dal momento che vive in un'epoca estremamente materialista, chiamata Kali Yuga (lett. era delle tenebre, l'era attuale, caratterizzata da una diffusa ignoranza spirituale), preferisce scegliere sentieri spirituali semplici ed efficaci, come ad esempio quello del Bhakti Yoga (la via della devozione) o del Karma Yoga.
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venerdì, dicembre 10, 2010
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Dare una definizione veritiera di induismo sembra un'impresa azzardata, tanto il concetto è complesso e multiforme. È dunque preferibile passare in rassegna l'induismo attraverso le sue idee e le sue pratiche. L'induismo esiste attualmente su due piani differenti, il primo basato puramente sulla fede e il secondo basato sulla filosofia, anche se spesso i due piani si incrociano.[senza fonte]

Approfondimento
Si può tracciare un parallelo interessante tra la trinità cristiana e le tre divinità principali del Pantheon induista, che prendono il nome di Trimurti: Brahma, Vishnu e Shiva. Sono i tre aspetti fondamentali del Divino, così come l'onda e il fotone sono due aspetti della luce. Brahma rappresenta il creatore, Vishnu il conservatore e Shiva il distruttore all'interno del ciclo dell'esistenza. Spesso la Trimurti è venerata come un'unica deità, così come nella tradizione cristiana si parla di Dio "Uno e Trino" al tempo stesso.[senza fonte]


• Il piano filosofico:
Si contano tradizionalmente sei antiche astika o scuole di filosofia ortodosse (ortodosse perché accettano l'autorità dei Veda), dette Darshana o Shad Dharshana (le Sei Darshana): Nyaya, Vaisheshika, Samkhya, Yoga, Purva Mimamsa (o semplicemente Mimamsa) e Uttara Mimamsa (o Vedānta). Le nastika, o scuole non ortodosse, che non sono qui trattate, sono il giainismo, il buddhismo, il chārvāka, e l'ateismo antico classico dell'India che confuta l'esistenza dell'anima o Ātman.
• Il piano della fede:
Contrariamente all'opinione popolare, il vero induismo non è né politeista né monoteista, ma è propriamente una religione enoteista. Le diverse divinità e avatara adorati dagli indù sono considerati come diverse forme dell'Uno, il Dio Supremo, o Brahman, che egli adotta per rendersi accessibile all'uomo ( attenzione a non confondere Brahman, l'Essere Supremo e fonte ultima di ogni energia divina, con Brahma, il creatore del nostro universo particolare).
[senza fonte] Il Brahmanesimo, che è la forma moderna della religione vedica si divide in rami, essi stessi divisi in varie correnti[senza fonte]:
• il Visnuismo, o vaishnavismo, che si rapporta all'Uno in quanto Vishnu, o tramite uno dei suoi avatar. I libri sacri sono il Bhāgavata-Purāna spesso chiamato Shrīmad-bhāghavatam, e la Bhagavad-Gītā.
• lo Shivaismo, o shaivismo, che si rifà principalmente al culto di Shiva, divinità pre-vedica adorata inizialmente con il nome di Rudra, a cui è dedicato lo Shiva Purana.
• il Tantrismo che si suddivide in due o tre filoni secondo le classificazioni e il cui scopo è la realizzazione della shakti, l'energia vitale spesso associata a una forma di Devī, la Dea madre dai molti nomi (Kali, Durga, ecc.)
Ciascuno di questi culti si pratica con i medesimi mezzi filosofici o di yoga, sono solo i loro metodi che differiscono. Questi culti non devono essere considerati come delle "chiese", perché non esiste alcun dogma, e perché le credenze individuali sono sempre rispettate. La maggior parte degli indù si considera non appartenente a nessuna "setta" in particolare. Ci sono altresì numerose organizzazioni riformatrici, come l'Arya Samaj ("Società degli Arya") che adottano il monoteismo e la fede nei Veda, ma respingono l'idolatria.
I Vaishnava, che costituiscono approssimativamente l'80% degli indù di oggi, adorano uno dei tre più recenti avatar - o incarnazioni terrestri - di Vishnu come divinità principale. Il settimo avatar di Vishnu è Rama, l'ottavo è Krishna, e il nono cambia secondo le fonti: è identificato con Buddha nella grande maggioranza delle scuole, ma anche, più raramente e meno seriamente, con Gesù Cristo. L'integrazione di Buddha nel pantheon indù è comparsa tardi, probabilmente nell'VIII secolo; questo procedimento - in fin dei conti abbastanza ardito - è l'espressione della controriforma brahmanica al Buddhismo, iniziata nel II secolo a.C. Alcuni riconoscono tutti i personaggi menzionati come veri avatar, aumentando così il numero tradizionale di dieci avatar (incluso Kalki, che apparirà alla fine dell'era presente, il Kali Yuga) fino a 27.
La maggior parte degli indù restanti (il 20% del totale) sono Shivaiti; il resto si consacra a Shakti, o Ishvari, una delle cui forme è la dea Kali, una divinità benefica e terrifica al tempo stesso. Tuttavia, solitamente, il credente induista possiede nella propria dimora le rappresentazioni (murti) di molte di queste (ed altre) forme di Dio (Īśvara).
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Questo è l' elenco delle arti marziali praticate nel mondo:

Arti marziali africane
Camerun
• Lotta dei Duala
Egitto
• Scherma egiziana
Kenya
• Massaï
Senegal
• Dioula (arte marziale)
• Lotta senegalese
Sudafrica
• Amok
• Scherma Zulu
Sudan
• Lotta della Nuba
Altre arti marziali africane
• Canarian fighting
• Kalindi Lyi
Arti marziali asiatiche
Arti marziali cinesi (中國武術)
I centinaia di differenti stili di arti marziali cinesi sono chiamate collettivamente Kung-fu (功夫), Wu-shu (武術), Kuo-shu (國術), o Quan-Fa (拳法) a seconda delle persone o gruppi di esse che le praticano.
• Interni o stili morbidi 內家, nei chia, (pinyin nèi jiā):
o Baguazhang (八卦掌 Pa Kua Chang)
o Liuhe Bafa (六合八法 Liu He Pa Fa, Lok Hup Ba Fa)
o Kenpō
o Taijiquan (太極拳 T'ai Chi Ch'uan)
o Wuji quan
o Xingyiquan (形意拳 Hsing-i Ch'uan)
o Yiquan (意拳 I Ch'uan)
o Wing Chun (詠春)
• Esterni o stili duri 外家, wei chia (py wài jiā):
o Bai He Quan
o Bajiquan (八極拳)
o Black Tiger Kung Fu (黑虎拳)
o Chin Na (擒拿)
o Choy Lay Fut (蔡李佛)
o Chuo Jiao (戳腳)
o Do Pi Kung Fu
o Yingzhaoquan (鷹爪翻子拳)
o Emei Quan (峨嵋拳)
o Fanziquan (翻子拳)
o Hop Gar
o Hung Gar (洪家)
o Lohan Quan
o Mei hua quan (梅花拳)
o Houquan (猴拳)
o My Jong Law Horn (迷蹤羅漢拳)
o Nanquan (南拳)
o Pak Mei (白眉拳)
o Wu Jia Quan Fa
o San shou (散手)
o Sanda
o Shaolinquan (少林拳)
o Shuai Chiao (摔跤 Shuaijiao)
o Shequan (蛇拳)
o Tantui (彈腿/譚腿)
o Ta Fang Tao (Da Feng Dao)
o Tang Lang Quan
o Tompei Quan (通背拳)
o Yau Kung Mun
Indonesia
• Kuntao
• Silat
• Tarung Derajat
Arti marziali indiane
• Gatka
• Kalarippayattu = Kalari payattu
• Nillaikalakki Silambam
• Marma Adi
• mallak-rida
• malla-yuddha
• niyuddha-kride
• Vajra Mushti
Arti marziali giapponesi (日本武芸)
(vedi anche budo, koryu budo and gendai budo)
• Aikido (合気道)
• Aikijutsu (vedi Daito Ryu)
• Bōjutsu (棒術), praticata con l'ausilio di un bastone di legno (Bo) lungo circa 182 cm.
• Bujinkan (武神館)
• Iaido (居合道、居合術 Iaijutsu)
• Jikishinkage ryu
• Jojutsu (杖術)
• Jodo
• Jūdō (柔道)
• Jujutsu (柔術、 Jiujitsu, Jujitsu)
• Jutaijutsu (柔体術)
• Karate (空手)
o Daido Juku
o Shotokan Karate
o Shotokai Karate
o Wado-ryu Karate: lo stile della pace
o Shorin-ryu Karate
o Shorei-ryu Karate
o Goju-ryu Karate
o Uechi-ryu Karate
o Isshin-ryu Karate
o Kyokushin-kai Karate
o Kyokushin-kan Karate
o Seido Karate
o Shito-ryu Karate
o Chito-ryu Karate
o Fudokan Karate
o Shuri-te (Tode di Okinawa)
o Naha-te (Tode di Okinawa)
o Tomari-te (Tode di Okinawa)
• Kenpo (拳法)
• Kendo (剣道)
• Kenjutsu (剣術)
• Kyujutsu
• Kyudo (弓道)
• Kobudo (古武道)
• Nanbudo (南武道) (originariamente Sankukai Karate)
• Naginata-jutsu
• Naginata-do (薙刀道)
• Ninjutsu (忍術)
• Ninpō (忍法)
• Shinseikai
• Shintaido (新体道)
• Shinwa-Taido
• Shorinji Kenpō (少林寺拳法)
• Shooto (修斗)
• Shoot boxing (シュートボクシング)
• Sōjutsu ( o Yarijutsu)
• Sumo (相撲)
• Taijutsu (体術)
• Taido (躰道)
• Taikiken (太気拳)
• Taigishin Budo
• Tantojutsu (短刀術)
• Tegumi (手組)
• Tessenjutsu
• Yarijutsu
• Yoseikan budo
Okinawa [modifica]
• Kobudo
• Okinawate (karate okinawense)
Arti marziali coreane (韓國武術)
• Geomdo
• Bonguk-Geomdo
• Jundo Hapkido
• Gjogsul
• Hapkido (合氣道)
• Haidong Gumdo (海東劍道)
• Hoi Jeon Moo Sool
• Hup Kwon Do
• Hwa Rang Do (花郎道)
• Kong Soo Do
• Kuk Sool Won (國術院)
• Kumdo (劍道 Gumdo)
• Kwon Pup (拳法)
• Kyeoktooki
• Kyuki Do
• Soo Bahk Do (手搏道)
• Ssireum (씨름) - o lotta coreana
• Sul Sa Do
• Taekyon (택견)
• Tae Soo Do
• Tae Kwon Do (跆拳道)
• Tangsudo (唐手道)
• Tukong moosul (特攻武術)
• Yudo (柔道)
• Yusul (柔術)
Mongolia
• Buh o Lotta mongola
Borneo
• Silat
Myanmar
le arti marziali Burmese sono collettivamente chiamate thaing
• Bando
• Banshay
• Lethwei
• Naban
Cambogia
• Bokator o Khmer Boxing
Laos
• Lao Boxing
• Ling Lom
Tibet
• Sengueï Ngaro
• Choy gar
• Pak Hok Pai
Malesia
• Silat
Filippine
Troppe per elencarle qui; controlla la lista degli stili eskrima. La maggior parte delle arti marziali native sono derivati dell'Eskrima. Le altre arti che sono state importate recentemente o anche create o che son qualcosa di diverso sono:
• Arnis
• Buno
• Combat Judo
• Dumog
• Estoca
• Estocado
• Gokusa
• Kali Sikaran
• Kino mutai
• Kombatan
• Kuntaw
• Kuntaw Silat
• Panandata
• Sagasa
• Sikaran
• Silat
• Suntukan
Samoa Orientali
• Limalama
Singapore
• Anam Kombat
• Rhee Tae-Kwon-Do
Sri Lanka
• China adi
• Angampora
Taiwan
• Bujindo Jugempo
Thailandia
• Krabi Krabong
• Lerdrit
• Muay Boran
• Muay Thai
Arti marziali vietnamite
• Vovinam Viet Vo Dao
• Vo Co Truyen
• Vo Thuat (武秫)
• Viet Vo Dao/ Viet Vu Dao/ Viêt-Võ-Dao (越武道)
• Viet boxing (o Vo Tu Do)
• Viet Tai Chi
• Qwan Ki Do (Quan Khi Dao)
• Han Bai
• Thanh Long
• Tu-Thân
• Tran Minh Long
• Nguyen Trung Hoa
• Binh Dinh (Tay Son) (平定)
• Kim Ke
• Cuong Nhu
• Yong Chun
• Wu Tao

Uzbekistan
• Kurash
Arti marziali europee
• Boxe
• Lotta greco-romana
• Pancrazio
• Scherma sportiva
• Scherma storica
• Leonese
• Wrestling amatoriale
Danimarca
• Four Range Fighting System
• Selvforsvarsmaerket
Finlandia
• Kas-pin
• Mil Fight
• Baltkast o Lotta finlandese
Francia
• Brancaille e altri stili di 'lutte'- vedia anche link esterno[1] Brancaille e altre arti marziali francesi
• Lutta corsa
• Lutte Parisienne
• Savate o Boxe francese
• Savate-Danse du Rue
• Gouren
• Gure o Lotta bretone
Germania
• Anti Terror Kampf
• Gojutedo
• Individual Fighting Concepts Mallepree
• Kampfringen
• Kenjukate
• MilNaKaDo
• Nindokai
• Stockfechten
• Taijutsu Goju Ryu
• Taijutsu Kobu Ryu
• JuJutsu tedesco
Grecia
• Pancrazio (combattimento totale)
• Pygmachia (pugilato)
• Orthepale (lotta)
Inghilterra
• Cornish wrestling
• Cumberland wrestling
• Kosho (fictional)
• Llap-goch (a parody)
• Lutte Breton
• Purring
• Ryoute
• Spirit combat (derivato dell'inglese Aiki-Jutsu)
• Westmoreland wrestling
• Lancashire wrestling
Irlanda
• Bata
• Collar and Elbow
Islanda
• Glima o lotta islandese
Italia
• Gladiatura
• Liu-bo o bastone siciliano
• Taccaro o bastone napoletano
• Bastone genovese
• Lotta libera
• Scherma
o Scherma tradizionale
• S3T PROGRAM
• Metodo globale autodifesa (MGA)
• Sa strumpa o lotta sarda
• Scherma salentina
Norvegia
• Stav
Olanda
• Amsterdams Vechten
• Esgrima olandese
• Kickboxing olandese
Portogallo
• Jogo do Pau
• Pombo
Polonia
• Combat 56
• Signum Polonicum
• BAS-3
Russia
• Armeiskii rukopashnyi boi
• Boevoi Gopak
• Buza
• Kolo
• Kulachnoi Boya
• ROSS
• Rukopaschnij Boj
• Russky Stil
• Boxe russa
• Sambo (Sombo, Cambo, Combo)
• Samoz
• Skobar
• Slada
• Slawjano-Goritzkaja Borba
• Systema
• UNIBOS
• Velesova Borba
• Vyhlyst
• Wjun
Romania
• Club Sportiv Knock-Down Timisoara[2]
Scozia
• Greenoch
• Scottish Backhold
Serbia
• Aikido reale
• Fudokan-Šotokan (WTFSKF)
• Svibor (Society of Serbian Knightly Fighting)
Spagna
• Lucha leonesa
• Palo canario
• Lucha canaria
• Zipota
• Trisistema
• Pelea gitana
• Esgrima española
Svezia
• Byxhast-Balgtag o lotta svedese
Svizzera
• Schwingen o osenlupf o lotta svizzera
• Rangein o lotta tirolese
Ungheria
• Esgrima magiara
Arti marziali mediorientali
Iran
• Kung Fu Toa
• Razm Avar
• Koshti Pahlevanee
• Koshti Azad
• Tua system
• Sistema Zur Khuneh
Israele
• Sistema Haganah
• Krav Maga
• Kapap Lotar
Turchia
• Yağlı güreş
• Lotta turca o Lotta anatolica
Arti marziali sudamericane
Argentina
• Esgrima criolla
• Juego de cañas
• Ryong Do
• Boxeo marcial argentino
• Shangai kid
Bolivia
• Tinku
• Lucha de cholitas
Brasile
• Capoeira
• Valetudo
• Ju jitsu brasiliano
• Luta livre
• Kombato (Arte marziale militare brasiliana)
Cile
• Kollellaullin
• kechu rëpü
• 16 cortes
• Cai-ten
• Esgrima corvo
• Sung-thru
Colombia
• Grima
Ecuador
• Jutekwon
Perù
• Lu-Ju-Tai
Venezuela
• Garrote tocuyano
• Hiramatsu Kai
• Sanjal Uiam
• Karate libre
Arti marziali nordamericane
U.S.A.
• American Kempo o Kempo Karate
• Amok
• Catch As Catch Can Wrestling
• Chun Kuk Do
• Combat Submission Wrestling
• Combat Hapkido
• Grappling
• Hurricane Combat Arts (Frank Monsalve's Hurricane, Hurricane)
• Jeet Kune Do (Jeet Kuen Do, JKD, Jun Fan Gung Fu)
• Inoue grappling
• Jim Wagner Reality-Based Personal Protection
• Kajukenbo
• Kickboxing
• Marine Corps LINE Combat System sistema di combattimento del corpo dei marines
• Miletich Fighting Systems
• Stili di combattimento dei nativi americani
• PraMek
• Pro-Wrestling
• Progressive Fighting System
• Ryukyu Kempo
• Red Warrior o Tushka-homa
• Savate and Muay Thai Crosstraining (STX)
• S.C.A.R.S.
• Taiho-Jitsu americano
• To-shin do
• World War Two Combatives
o Defendo (Combato, Underwood Systems)
o Defendu (Close Quarters Combat System, Gutter Fighting, Fairbairn System)
• Zipota
Hawaii
• Hawaiian Lua
• Kajukenbo
Messico
• Yaomachtia
• Xilam
• Esgrima Colonial
• Lucha tarahumara
• Chupa porrazo
• Taekworkuot
• Lucha de piernas mexicana
Costa Rica
• Retsuken Ryu
Cuba
• Machete cubano
• Lucha del tolete
• Mani
• Kaisendo
• Kansen Ryu
• ShinKaiDo Ryu
• Kenpo cubano
Haiti
• Machete haitiano
Porto Rico
• Kyo dai Ryu
• Jiuwaithai
• Jedan-Ryu Jujitsu
Altre arti marziali
• Chi Ling Pai Gung Fu
• C'hi Kung Tit-Po-San
• Grappling
• Nanbudo
• Sanshinkai Karate
• Taekido
• Taiho-Jitsu
• Taigishin Budo
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La storia delle arti marziali di tutto il mondo è complessa. Molti gruppi di persone hanno avuto bisogno di difendersi in qualche momento e hanno per questo sviluppato tecniche di combattimento. Sebbene queste tecniche di combattimento si siano rivelate col tempo obsolete, soprattutto con l'avvento delle armi da fuoco, le arti marziali sono sopravvissute. Questo è in parte dovuto all'importanza culturale che le arti marziali hanno rivestito in determinate aree, e in parte alle loro funzioni di ginnastica e allenamento fisico e mentale; altri motivi sono l'applicazione sportiva che alcune di queste hanno assunto col tempo, e l'utilizzo che ne viene fatto nell'addestramento militare di alcuni paesi.
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venerdì, maggio 07, 2010
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La storia delle arti marziali di tutto il mondo è complessa. Molti gruppi di persone hanno avuto bisogno di difendersi in qualche momento e hanno per questo sviluppato tecniche di combattimento. Sebbene queste tecniche di combattimento si siano rivelate col tempo obsolete, soprattutto con l'avvento delle armi da fuoco, le arti marziali sono sopravvissute. Questo è in parte dovuto all'importanza culturale che le arti marziali hanno rivestito in determinate aree, e in parte alle loro funzioni di ginnastica e allenamento fisico e mentale; altri motivi sono l'applicazione sportiva che alcune di queste hanno assunto col tempo, e l'utilizzo che ne viene fatto nell'addestramento militare di alcuni paesi.

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sabato, dicembre 26, 2009
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AUGURI DI BUON NATALE A TUTTI